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Projekt Muse - Prologo

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Projekt Muse - Prologo

Berlino, Unione Tedesca.
Conservatorio Schwarzenberg, sala concerti.
23 Settembre 1939

Willhelmina si fermò, le mani sulla tastiera. Fece un respiro profondo e chiuse gli occhi mentre le dita iniziarono a muoversi da sole. Oggi avrebbe suonato la variazione di Brahms in La minore. Mentre suonava sentì il pubblico, il palco e perfino se stessa come svanire. Per Willhelmina la musica non era il semplice suonare di fronte ad un pubblico di sconosciuto. Per lei, la musica era un occasione per liberare la propria anima, per ballare tre le note, facendosi trasportare, ballare, volare come una foglia al vento in un soffocante mulinello di musica e ritmo.
Il brano continuò, le sue dita si muovevano da sole, senza premeditazione alcuna, come in una pazza corsa nel cercare di esprimere ciò che aveva nel profondo del cuore.
I suoi lunghi, splendenti capelli argentei erano leggeri come se obbedissero ad ogni nota, sospinti dalla melodia della musica.

Per il pubblico che assisteva al concerto l'effetto era straordinario. Lei era la perfetta unione tra bellezze fisica e spirituale. Le magre forme di Willhelmina, le sue curve eleganti, la luminosa pelle, quel suo impeccabile abito nero, tutto incorniciato dai suoi capelli color argento e un intensità che frantumava l'aria insieme ad una così intensa interpretazione di Brahms.
I suoi studenti la consideravano di ispirazione.
Quella sera era il gran concerto di inizio anno del conservatorio Schwarzenberg e la loro recktor, Willhelmina Schwarzenberg aveva, anche se con riluttanza, accettato di esibirsi in pubblico, una cosa che non aveva fatto in quasi quattro anni.

Willhelmina sentì come sprofondare senza più in profondità nella musica. Mentre ogni sfumatura di quel brano, si univa in un crescendo di emozioni, percepiva come se il suo intero corpo stesse volando in un nero cielo stellato di note musicali, note che correvano tutte verso un luminoso punto. Il suo intenso amore per la musica l'aveva spinta a fondare quella scuola, con lo scopo di dare ad altre donne la possibilità di far provare anche loro quell'esperienza così intensa. Volava sempre più veloce, con ogni nota si avvicinava sempre di più a quel punto luminoso.

Improvvisamente, un brivido freddo la colpì come una tempesta invernale. I suoi arti divennero pesanti, le sue dita perdettero la loro precisione. Stava cadendo, cadendo lontana da quella luce mentre il cielo sembrava come spaccarsi. Le sue dita iniziarono a incespicare tra le note mentre la confusione si tramutò in urla e panico. Willhelmina improvvisamente scattò all'indietro del palco, mentre il suono delle esplosioni e delle sirene anti-aeree la risvegliavano.
Un brivido freddo le percorse la schiena. Smise di suonare.
Le maschere del teatro iniziarono subito le procedure di evacuazione. Le guardie di famiglia la scortavano al sicuro nella fredda notte autunnale.
Berlino era in fiamme. Lo stomaco le si rivoltò. Anche se nessuno glie lo disse, lei sapeva.
Suo padre era morto.

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